Roberto Assagioli e la Teosofia
di Massimo Graziani
Ciò che distingue Assagioli da ogni altro Psichiatra, C.G. Jung a parte, è la sua impostazione spiritualistica della psicologia in opposizione alla Psicologia “senz’anima” di coloro che vogliono ridurre la Psiche alle sole funzioni celebrali, ignorando la sfera trascendentale.
Tuttavia egli, per evitare i pregiudizi degli altri psichiatri, non citò mai autori spiritualisti, ma cercò negli autori più accreditati tutti gli elementi che gli permisero di estendere la Psicologia stessa alla sfera trascendentale.
Chi conosce la letteratura teosofica, riconosce però, immediatamente, dalla sua descrizione dell’inconscio, la triplice suddivisione del SÈ, superiore, medio ed inferiore, cioè, le funzioni dell’anima vegetativa, sensitiva e razionale, dalla quale emerge il SÈ transpersonale o universale, rispettivamente le funzioni dei “corpi” eterico, astrale e mentale.
Assagioli però non ha spaziato solo nelle tradizioni orientali ma ha approfondito anche le tradizioni occidentali ad esempio il mistero del Graal, un argomento caro ad Assagioli che verrà elaborato in seguito, come un efficace esercizio per lo sviluppo della ‘psicosintesi spirituale’. La simbolica “discesa del Graal”, secondo Assagioli, si attua quando l’umanità si trova in gravi difficoltà e sofferenze; è come un grido che si eleva allo Spirito per ricevere aiuto.
Assagioli fa coincidere l’ultima “discesa del Graal” con l’inizio dell’attività del movimento teosofico, avvenuto verso la fine dell’800, il cui contributo in termini spirituali e religiosi ha permesso all’uomo di ritrovare valori preziosi.
Chiaramente tale “discesa del Graal” trova reale attuazione se l’uomo rivive interiormente il percorso di Titurel nei suoi profondi significati.
Il pensiero di Assagioli attinge a varie fonti, ma particolarmente l’orientamento teosofico gli ha consentito di sviluppare una grande apertura ed elasticità mentale, con una continua osservazione dei fenomeni scientifici, religiosi, ideologici: essendo egli medico psichiatra ha sempre cercato di trovare dei collegamenti tra i suoi interessi spirituali e filosofici e la psicologia, la clinica.
Quando Assagioli scrive: “La Volontà di Dio in me è salute, non non malattia”, esprime la concezione di salute integrale che comprende l’uomo nella sua interezza, in tutti i suoi aspetti fisici, spirituali, mentali, consci e inconsci. Ha una visione della medicina olistica che trova oggi ampia applicazione e che considera l’organismo nella sua interezza piuttosto che nelle singole parti che lo compongono. Per stimolare il processo di guarigione, la medicina olistica cerca di stabilire un’armonia tra le dimensioni fisiche, emotive, sociali e spirituali del paziente. Assagioli valorizza, pertanto, l’interazione tra il corpo e lo spirito, alla ricerca dell’equilibrio interiore, sostenendo che tale condizione non è di facile attuazione, poichè sono latenti in noi energie che richiedono di essere trasformate e sublimate, ad esempio con esercizi di meditazione attiva da attuare in silenzio, ripetendo molte volte dei mantra con le parole guida, visti i sorprendenti ottenibili risultati di trasformazione del subcosciente.
Appare evidente in Assagioli l’uso e gli insegnamenti e le tecniche di chiara tradizione teosofica.
sopratutto negli scritti che trattano del “risveglio dell’anima”, definendolo “un primo lampo abbagliante della nuova coscienza spirituale che trasformerà e rigenererà tutto l’essere, un valore incomparabile nella vita interiore dell’uomo”.
E’ il passaggio dal piano di coscienza ordinario al supercosciente, dall’io al SÈ, che trasformerà e illuminerà la vita dei “risvegliati”, e porta ad esempio gli scritti di Tolstoj, Tagore, Whitman, Pascal e di altri risvegliati che descrivono il raggiungimento del “risveglio” con un comune denominatore: una sensazione di luce e di fuoco, la percezione della presenza dell’Essere Supremo, accompagnate da una gioia ed un’elevazione ineffabili.
I concetti di “risveglio” e di “illuminazione dell’anima” sono ampliati da Assagioli nel saggio, Mistica e medicina, descrivendoli, dal punto di vista psicologico, come “l’irruzione e l’afflusso di un potente fiotto di vita spirituale”, che nella personalità ordinaria possono causare veri e propri disturbi psichici, anche se temporanei, mentre nell’individuo che ha già raggiunto una certa elevazione spirituale possono essere all’origine di crisi interiori, sofferenze esistenziali. In ogni caso il vuoto interiore può divenire insopportabile fino a condurre la persona attraverso “la notte oscura dell’anima”, cioè un’esperienza di forte depressione.
Assagioli, insiste molto sul fatto che il raggiungimento di tale stato avviene gradatamente, dopo il superamento di crisi che precedono e che seguono il risveglio dell’anima. Ma prima di giungere alla vera trasformazione, spesso si vive quella condizione d’intensa sofferenza chiamata per l’appunto dai mistici cristiani “la notte oscura dell’anima”. Questi stadi sono esposti da Assagioli in un perfetto connubio di grande elevazione spirituale, di profonda conoscenza medica e psicologica dell’animo umano, facilitandone la comprensione e indicando la strada per il superamento delle crisi.
La metodologia psicosintetica, permette di distinguere i sintomi psichici dei malati ordinari, che generalmente presentano un carattere regressivo, da trattare con una terapia psichiatrica dai disturbi prodotti dalla sofferenza spirituale che, diversamente dai primi, presentano una indole progressiva e il cui sostegno terapeutico consiste in una “psicosintesi spirituale”.
L’innovazione di Assagioli e stata quella di spingere l’uomo a creare un’altra coscienza, a imparare a non identificarci completamente col contenuto della coscienza del momento: affinchÈ una parte di noi resti sempre libera, quale sentinella, osservatore, giudice. Da qui nasceranno le tecniche della “disidentificazione” che saranno il cardine della psicosintesi terapeutica.
In un altro testo Assagioli si sofferma sul poetico ed espressivo simbolo del loto, così come descritto da H. P. Blavatsky ed espone l’esercizio di visualizzazione del fiore di loto: Il padre della psicosintesi individua la grande validità di tale tecnica e la applica in questo contesto per raggiungere una unificazione con il “Dio Immortale dentro di noi”, entrando apieno titolo tra le tecniche di visualizzazione della Psicosintesi.
Assagioli considerava la “volontà”, la cenerentola della psicologia, egli per primo l’ha riabilitata ritenendola parte integrante della Psicoterapia e della Psicosintesi.
Nell’articolo pubblicato nel 1929 su L’educazione della Volontà, insiste molto sullo sviluppo di questo “potere” interiore, affinchè l’uomo divenga libero e responsabile della propria vita e delle proprie opinioni. Lancia un messaggio importante: non è sufficiente che la volontà sia “forte” e “sapiente”, deve essere anche “buona”; solo così infatti può favorire lo sviluppo di energie positive e portare il giusto equilibrio fra i ‘poteri interiori’ e quelli ‘esteriori’ dell’uomo. La concezione della volontà come valore interiore, come funzione intesa a perseguire alti valori spirituali, è da considerarsi un importante apporto alla Teosofia.
Negli anni 1930 nelle sue lezioni all’università informava pubblico e allievi sulle importanti conquiste e contributi effettuati nell’ultimo quarantennio dalla psicanalisi, rilevandone al contempo alcune carenze, quali l’insistenza sulle energie “più basse”, come quella sessuale e la scarsa considerazione per lo sviluppo dei valori spirituali nell’uomo. Accoglie inoltre contributi di varie scuole di pensiero, li integra, formula una visione originale dell’uomo e della vita secondo un approccio esistenziale e umanistico della psicologia.
E’ qui che Assagioli descrive il diagramma a forma di ovoide che illustrerà la sua concezione dinamica della psiche: uno strumento cognitivo che sarà gradualmente ampliato negli anni successivi. Egli afferma che l’uomo per star bene, per superare i conflitti, i sentimenti contraddittori del proprio animo, per raggiungere la libertà interiore, la pace e l’armonia deve sviluppare le più elevate funzioni psichiche, mediante la conoscenza integrale della propria personalità, il dominio degli elementi che la compongono, la realizzazione di un “centro unificatore”.
E’ importante segnalare la sostanziale corrispondenza fra i concetti assagioliani di “animo molteplice” e i “piani sottili” descritti dagli autori teosofici, nonchè fra il principio psicosintetico dell’asse Io-SÈ e l’Antahkarana (sorta di sentiero o ponte fra il Manas “inferiore” e quello “superiore” della metapsicologia orientale e teosofica).
Benchè Assagioli, in quanto psichiatra, proponga lo studio della comprensione amorevole in modo sistematico, ricollegandola al concetto di “tipo psicologico”, le sue considerazioni sono pervase sempre da grande umanità e di amore.
Egli sosteneva che: Per comprendere profondamente “dal di dentro” gli altri, non basta uno studio puramente obiettivo ed analitico: occorre usare l’intuizione e “ l’immedesimazione” negli altri che può giungere fino ad una consapevole “identificazione’ spirituale”. Così si può arrivare, per qualche momento, a vivere veramente la vita di un’altra persona, a farla propria e quindi a sentirla e comprenderla in modo pieno, amorevole, fraterno”.
Questa è una forma di comprensione disinteressata, una qualità inestimabile che fa star bene chi la possiede e chi la riceve. Questo è un amore basato sulla generosità, sull’altruismo, sulla saggezza, l’amore che non chiede e che lascia spiritualmente liberi chi d‡ e chi riceve.
L’opinione di Assagioli è che l’essere umano studia tutto tranne se stesso, pretende di soccorrere e guidare il prossimo senza conoscerlo: invita pertanto gli uomini ad apprendere la psicologia, studio che apre le porte alla spiritualità e ne facilita la progressiva manifestazione. E tramite la parte “buona” che alberga nell’animo di ogni uomo che si può giungere alla scoperta di una coscienza superiore. In tale ottica la costituzione di aggregazioni di uomini animati da sentimenti di libertà e fraternità, uniti dagli stessi ideali, nella comunione psico-spirituale, sprigiona nobili energie per la creazione di nuove idee, nuovi progetti e benessere.
E’ probabilmente in quest’ottica che Assagioli decise di aderire alla Massoneria, fu iniziato, infatti tra le colonne di una Loggia del Grande Oriente d’Italia, la “Lucifero” di Firenze, una Loggia di Rito Simbolico non più attiva ma che ebbe a piè di lista personaggi del calibro di Arturo Reghini, Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio e Eduardo Frosini.
Dobbiamo riconoscere a Roberto Assagioli la capacità di aver saputo fondere il meglio della saggezza orientale con quella occidentale. La tendenza ad un forte eclettismo, ispirata a varie fonti culturali e scuole di pensiero, gli ha permesso di creare la psicosintesi che, aprendo l’accesso alla coscienza dell’unità, è vicina alle filosofie più elevate, sia occidentali che orientali.
In Assagioli è molto vivo desiderio di libertà di pensiero e di osservazione, che sempre lo hanno accompagnato e sostenuto, anche nei momenti più dolorosi.
mantenendo vivo l’amore sublime, la grande umanità, il forte anelito alla fratellanza, la saggezza sorridente e quella forte ineffabile dolcezza che trasparivano dal suo elevato grado di evoluzione spirituale.